Department of Life and Environmental Sciences

La professoressa Dazzi è da molto tempo impegnata in ricerche neurofarmacologiche riguardanti il ruolo dei neuroni dopaminergici mesocorticali, in particolare nella loro risposta allo stress, nello sviluppo di dipendenza, e nella modulazione delle abilità cognitive legate alla memoria di lavoro. Utilizzando la metodica della microdialisi accoppiata all'HPLC, che permette di valutare le concentrazioni extracellulari di neurotrasmettitori nel cervello di ratti svegli e liberi di muoversi, durante i primi anni della sua ricerca ha indirizzato i suoi studi alla valutazione del ruolo dei recettori GABAA nella modulazione della funzione del sistema dopaminergico nel ratto. I risultati ottenuti da questi studi dimostrano che i neuroni dopaminergici della corteccia prefrontale sono particolarmente sensibili all'esposizione a stimoli stressanti di bassa intensità che sono in grado di indurre aumenti significativi delle concentrazioni extracellulari di questo neurotrasmettitore nella corteccia prefrontale di ratti svegli e liberi di muoversi. L'aumento delle concentrazioni extracellulari di dopamina indotto dall'esposizione allo stress veniva completamente antagonizzato dal pretrattamento con farmaci ansiolitici come le benzodiazepine. Questi studi hanno confermato il ruolo cruciale che i neuroni dopaminergici mesocorticali rivestono nella regolazione della risposta allo stress. Dal 1998 ad oggi l'attività di ricerca della Prof.ssa Dazzi si è focalizzata sullo studio sperimentale dei meccanismi neurochimici coinvolti nell'effetto ansiolitico dei farmaci antidepressivi. Infatti, nonostante numerose evidenze cliniche abbiano dimostrato l'efficacia terapeutica di questi farmaci nella cura della sintomatologia ansiosa sia in comorbidità con la depressione che come ansia generalizzata, a tutt'oggi il meccanismo che media quest'effetto non è stato chiarito. In accordo con l'efficacia ansiolitica dimostrata in clinica da parte dei farmaci antidepressivi, gli studi della Prof.ssa Dazzi dimostrano che il trattamento cronico ma non acuto con farmaci antidepressivi con differenti meccanismi d'azione (triciclici, inibitori selettivi del reuptake, bloccanti dei recettori adrenergici alfa2,o inibitori del reuptake di noradrenalina e serotonina) sono in grado di prevenire in maniera molto efficace l'aumento delle concentrazioni extracellulari di monoamine nella corteccia prefrontale di ratto indotto dall'esposizione a stimoli stressanti. Più recentemente ha focalizzato la sua ricerca sullo studio dell'effetto dell'esposizione precoce a stimoli stressanti o a sostanze come gli energy drinks, sullo sviluppo di dipendenza, sia da etanolo che da cibi palatabili, nell'età adulta nel ratto. 

Un altro aspetto della ricerca è quello di valutare il ruolo del sistema dopaminergico mesocorticale nella modulazione dei deficit cognitivi legati a patologie neurodegenerative come la Sclerosi Multipla.
La Prof.ssa Dazzi è autrice di più di 64 pubblicazioni scientifiche su quotate riviste internazionali sul ruolo delle monoamine nella risposta allo stress o a farmaci in grado di modulare la trasmissione dopaminergica mesocorticale.

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