
Giovedì 15 aprile 2010 (unicaweb) - Sono oltre cento gli Enti locali e le imprese che negli ultimi tempi hanno intrapreso rapporti di collaborazione con la Facoltà cagliaritana di Architettura. L’ultima nata tra le facoltà universitarie sarde ha dimostrato subito le grandi potenzialità in termini di servizi al territorio affermando un proprio ruolo sociale, culturale ed economico-professionale non solo per il capoluogo isolano. L’importanza di questa forza motrice è stata riconosciuta ieri da tutti i rappresentanti del Comitato di indirizzo delle parti sociali interessate, chiamati dal Preside Antonello Sanna per costituire un organo consultivo permanente per le relazioni socio-economiche della Facoltà.
Tra i compiti del Comitato di indirizzo ci sarà anche quello di orientare la Facoltà nella scelta dei profili di studio e ricerca e dei corsi di laurea a partire dalla programmazione 2011. Dal Comitato potranno inoltre scaturire apposite commissioni per qualsiasi obiettivo di reciproca integrazione o cooperazione. Queste opportunità sono state apprezzate in tutti gli interventi della riunione, ma l’attenzione era rivolta principalmente alle sorti della Facoltà di Architettura di Cagliari, “che in questo momento - sono le parole del Preside - attraversa una delle fasi più delicate della sua pur breve storia. Nel generale contesto di crisi i drammatici tagli ai fondi per l’Università sottraggono risorse alla ricerca e alla didattica, proprio quando rappresentano l’unica reale prospettiva per il futuro delle giovani generazioni”.
Architettura di Cagliari fa già i conti con la prossima uscita di scena di una parte consistente dei propri professori, che senza ricambio generazionale, cioè di docenti per ciascuna cattedra, comprometterà l’erogazione dei suoi stessi servizi di base. La mancanza di finanziamenti adeguati non permetterà nemmeno di garantire quelle attività specifiche di un corso di alta formazione in architettura, come laboratori, tirocini e workshop che invece hanno caratterizzato l’avvio positivo dei corsi di laurea della Facoltà. In proposito il prof. Antonio Tramontin ha confermato che proprio l’architettura sta conoscendo in Sardegna una stagione assai felice, con tanti giovani di talento che meritano idonee prospettive di studio e di lavoro.

L’allarme lanciato dai vertici del Polo di Via Santa Croce/Via Corte d’Appello (dai palazzi Cugia e Nieddu fino alla Corte degli Studi del Complesso Mauriziano) è stato dunque molto chiaro: occorre sostenere e sviluppare l’alta formazione in architettura, in Sardegna e nell’Ateneo di Cagliari.

Molto chiaro il discorso del segretario regionale della Cgil Enzo Costa: “La mozione deve essere allargata, coinvolgendo non solo la Regione ma anche il Governo, che deve affrontare la questione sarda insieme all’Unione Europea perché nell’Isola non possono mancare gli investimenti su cultura e conoscenza”. Da parte sua anche un plauso alla Facoltà, per l’iniziativa di promuovere un Comitato di indirizzo delle Parti Sociali: “un ottimo esempio di governance e partecipazione; per un’università che deve cambiare con il contributo di tutti è importante sentire il parere di chi vive gli stessi problemi e li vede da una diversa angolatura”.
Tra i diversi intervenuti, anch’essi a sostegno della mozione-appello: l’assessore provinciale ai lavori pubblici Paolo Mureddu, l’assessore comunale di Cagliari Giorgio Pellegrini, il presidente dell’Ordine degli Architetti Tullio Angius, il presidente di Legambiente Sardegna Vincenzo Tiana, il sindaco di Ales Simonetta Zedda e i rappresentanti della Confindustria, dell’Ordine degli Ingegneri, dell’Associazione Città della Terra e della Lega Cooperative.
Nel corso della riunione si sono succeduti anche altri interventi che saranno compresi nel verbale integrale, che sarà reso pubblico dagli uffici della segreteria di Architettura. IN RETE
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La Nuova Sardegna del 18 aprile 2010
University of Cagliari