
Il monitoraggio del velista in solitario utile per approfondire gli effetti legati alla dura performance sportiva e alle condizioni di criticità dell’atleta e dell’imbarcazione. I docenti dell’Università di Cagliari, in raccordo con lo staff medico di Newport, lo hanno seguito durante la Ostar Cup
Cagliari, 30 giugno 2017
Mario Frongia
SPERIMENTAZIONE AVANZATA. Alberto Concu, Andrea Manuello Bertetto, Luigi Meloni, Fernanda Velluzzi, coordinati da Andrea Loviselli (foto a destra), stanno portando a termine una sperimentazione riguardante gli effetti di lunghe traversate oceaniche in barca a vela e in solitario sui meccanismi omeostatici dedicati al controllo di variabili essenziali per la sopravvivenza dell’individuo. È noto che queste condizioni estreme di navigazione tra l’altro danno luogo a una deprivazione del sonno, da cui un aumento dei livelli d’ansia e quindi di rischio di incidenti. Inoltre, possono verificarsi anche squilibri idrico-salini da cui potenziali rischi cardiaci. “A tutt’oggi mancano però osservazioni dirette su navigatori solitari oceanici impegnati in regate di lunga durata, e quindi con un valore aggiunto di stress legato alla componente agonistica difficilmente immaginabile e che è sempre presente giorno e notte. Lo studio su Andrea Mura, pluridecorato sailor oceanico, durante la partecipazione alla Ostar Cup, si propone - spiega il professor Loviselli - di aumentare le conoscenze sugli aggiustamenti funzionali a cui questo particolare tipo di atleti va incontro”.
VALUTAZIONE ED ESAMI CLINICI. La sperimentazione si è aperta con la valutazione funzionale e clinica, pre-navigazione, di Andrea Mura (foto a destra), attuata tra il Centro obesità e la Clinica cardiologica. “Durante la navigazione, grazie anche alle competenze di telemedicina di Nomadyca, alcune importanti variabili cardiovascolari, metaboliche e psicologiche del nostro sailor sono state periodicamente monitorate in remoto” spiega il coordinatore del progetto. Andrea Mura ha vinto l’edizione 2017 della coppa Ostar entrando a Newport il 15 giugno scorso con Vento di Sardegna. “Dopo quattro giorni di riadattamento alla terra ferma, in base alla partnership attivata dalla 2C Technologies con Hank Wu, cardiologo e direttore del Center for Cardiac Fitness of the Rhode Island hospital, a Providence-Newport, Andrea Mura è stato sottoposto a una valutazione cardiopolmonare e metabolica post-regata, per verificare gli effetti della traversata oceanica su questi apparati, sulla base della comparazione con gli stessi parametri rilevati alla Aou di Cagliari nel test cardiopolmonare pre-navigazione. I dati sono ancora in fase di elaborazione ma questa è la prima volta al mondo che un oceanic sailor viene studiato accuratamente da una équipe internazionale di tecnici e scienziati. I risultati dell’esperimento - conclude il professor Loviselli - faranno ulteriore luce su quale può essere il costo per un essere umano di una prova estrema. Sul piano delle scienze motorie e sportive, i dati consentiranno un incremento delle conoscenze sugli adattamenti funzionali che l’organismo subisce in tali condizioni di attività. Un aspetto utile per costruire il modello funzionale dell’atleta oceanic sailor d’élite”. 
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LA NUOVA SARDEGNA di domenica 2 luglio 2017 / Sport - Pagina 35
CAGLIARI
Trionfo di Andrea Mura alla Ostar, durissima regata transoceanica, non solo sportivo ma anche scientifico: traversata e fatiche sono state monitorate da uno staff multidisciplinare dell’Università di Cagliari. Ai raggi X anche la sua barca, Vento di Sardegna. I risultati dell’analisi giorno per giorno sono ora patrimonio della medicina. E, per quanto riguarda la barca, della robotica. Protagonisti dello studio Alberto Concu, Andrea Manuello Bertetto, Luigi Meloni, Fernanda Velluzzi, coordinati da Andrea Loviselli. Una ricerca sulle condizioni estreme di navigazione e sugli effetti sull’organismo che combatte non solo le onde, ma anche ansia, stress e poco sonno. Dopo quattro giorni di riadattamento alla terra ferma, in base alla partnership attivata dalla 2C Technologies con Hank Wu, cardiologo e direttore del Center for Cardiac Fitness of the Rhode Island hospital, a Providence-Newport, Mura è stato sottoposto a una valutazione cardiopolmonare e metabolica post-regata. I dati sono ancora in fase di elaborazione ma è la prima volta al mondo che un oceanic sailor viene studiato da una équipe internazionale di tecnici e scienziati. Dall’ambito medico sportivo alla meccanica e alla robotica. I dati relativi ai danni/inefficienze tecnico-strutturali subiti dall’imbarcazione nel corso della regata, sono all’esame dei ricercatori del Laboratorio di meccanica.
University of Cagliari