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Pisa, le piccole e medie imprese entrano in ateneo

Sintesi, il consorzio che unisce mondo della ricerca e Distretti italiani
06 luglio 2007
È il primo consorzio che nasce dalla collaborazione tra una Università e una “rete” di imprese. Si chiama “Sintesi” (Struttura per l’innovazione e la tecnologia di supporto alle imprese dei distretti) ed ha l'obiettivo di facilitare l’accesso alla ricerca ed all’innovazione tecnologica per le piccole e medie imprese (Pmi). “Sintesi” nasce dall’accordo tra Università di Pisa e “Distretti italiani", che rappresenta 31 dei circa 150 distretti riconosciuti nel nostro paese, cioè 55 mila imprese che impiegano 450mila addetti e sviluppano un fatturato di oltre 45 miliardi di euro.
La profonda conoscenza delle dinamiche locali che innerva i distretti così si avvicina ai centri di ricerca accademici. La complessità delle specializzazioni territoriali, elemento caratterizzante dei distretti economici italiani, rende difficile la modulazione di strumenti complessivi di sostegno; tuttavia le esperienze dell’Università di Pisa nelle nuove tecnologie e nella promozione degli spin-off accademici garantiscono un retroterra pronto ai rapporti con le aziende.
L’Università di Pisa si muove da tempo nel settore del trasferimento tecnologico attraverso un prorettorato ad hoc, in cui è attualmente insediato il professor Giancarlo Santoprete; un team per valorizzare i risultati della ricerca in termini di brevetti e 13 spin-off per promuovere sul mercato i risultati della ricerca. A tempi recenti risale inoltre la certificazione, attraverso l’attribuzione di un marchio di qualità, che rende riconoscibile gli spin-off stessi sul mercato. Il professor Cosimo Antonio Prete, consigliere di amministrazione di “Sintesi per i distretti italiani”, afferma che “la nuova società punta ad essere un elemento aggregante delle realtà universitarie e degli istituti di ricerca di eccellenza che si riconoscono nel progetto di favorire il trasferimento tecnologico a favore dei distretti industriali”. Favorire la competitività attraverso la riduzione del carico burocratico, ridurre i costi di progettazione e razionalizzare i processi produttivi sono invece gli obiettivi che “Distretti Italiani” punta a conseguire.
Paolo Terribile, presidente del consiglio di amministrazione di “Distretti Italiani”, afferma che “Sintesi ci appare come la strada maestra che mette in relazione Pmi e Università, il consorzio dovrà comunque armonizzarsi con il Ministero, per il cui consenso stiamo assiduamente lavorando. A questo scopo è funzionale la federazione di distretti che stiamo costituendo per confrontarci direttamente col Ministero come un vero e proprio soggetto istituzionale”. Terribile aggiunge che “naturalmente i distretti non dovranno soltanto confidare nell’Università ma anche fare leva sulle risorse preesistenti ed avviare processi di auto-produzione di conoscenze originali”.
Cosa chiederanno i distretti all’Università ed all’università di Pisa in particolare? Si può presumere che si tratterà di metodologie messe a punto nei centri di ricerca per essere in grado di avviare propri piani di ricerca specialmente in ambito informatico e telematico che a Pisa vanta alcune vette in campo nazionale. Ne è convinto anche Prete che aggiunge: “dagli incontri in corso con i rappresentanti dei distretti emerge la richiesta di strumenti informatici per la gestione e l’innovazione di processo, strumenti flessibili di progettazione; per esempio, i distretti specializzati nell’agro-alimentare chiedono una semplificazione dei sistemi di tracciabilità”.
Dalle parole di Terribile, infine, appare chiaramente che i distretti vogliono collaborare con istituzioni ed enti il più possibile a loro vicini ed auspicano che le decisioni che li riguardano vengano prese a livello locale. In questo senso anche la legge del 1993 che fissa i criteri per identificarli e riconoscerli non ha mai provocato la svolta auspicata ed i poteri che attribuisce alle regioni si sono rivelati ancora troppo distanti dalla realtà distrettuale modellata, oltre che su parametri statistici, anche su peculiarità geografiche, storiche e culturali e più in generale identitarie.
Fonte: articolo di Roberto Boldrini - Università di Pisa

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